Ti racconto quando..

Posted by on Aug 28, 2014 in Rassegna stampa | Comments Off

Un valore che spicca negli anziani è la saggezza, all’interno della nostra Casa Protetta Villa delle Rose, i nostri residenti la trasmettono quotidianamente.Qui vogliamo farvi conoscere i loro vissuti. Vi proponiamo in racconto delle storie particolari di alcuni nostri ospiti, che possono essere  prese da insegnamento:

Il racconto di Vincenzo Criniti:

Mi chiamo Vincenzo Criniti, sono nato a Polia e voglio raccontare la storia della mia vita per dare testimonianza ai posteri dei sacrifici fatti ai miei tempi. All’età di sette anni sono rimasto orfano e sono andato a vivere con mia nonna, che non poteva tenermi e mi ha mandato a garzone con don Angelo Murè, faceva il pastore e tutto quello che mi comandavano di fare e se mi opponevo le botte parlavano con gli angeli. Ho fatto questo lavoro per tanti anni, a 18 anni mi sono sposato con Mariarosa Parisi dalle quale ho avuto sette figli, tutti viventi. La mia vita è stata impostata sempre sul lavoro, sono stato a Milano, in Svizzera per tre anni e a Roma. Ho fatto tutti i mestieri che ho potuto, l’unica cosa che non ho mai fatto è il ladro. Tutto questo l’ho fatto sempre per i miei figli, oggi che avrei potuto godere dei miei sacrifici, è arrivata la malattia che mi ha reso invalido facendomi dipendere quasi totalmente dai miei figli e dagli operatori che mi accudiscono, offro questi sacrifici al Signore, sperando di esserne ben ricompensato.”

Vincenzo Criniti

 

 

 

 

 

 

Il racconto della Signora Ferro:

Mia mamma ha avuto 4 figli i quali sono morti tutti di tifo viscerale sono sopravvissuta solo io. Mio padre è morto quando io stavo per compiere 8 anni. Dopo la morte di mio padre, la mia mamma per portarmi avanti andava a lavorare” a giornata” all’età di 14 anni anch’io mi sono dovuta apprestare a lavorare, venivo pagata a   “mezza fimmana” perché non avevo la forza di una donna adulta. Il mio lavoro consisteva nel trasportare sulla testa la sabbia, la quantità era inferiore a quella delle donne adulte a me caricavano “quattro palate di sabbia” mentre alle donne adulte sette.  Al rientro dal lavoro aiutavo mia mamma in tutti i suoi mestieri. Nonostante i sacrifici  del lavoro ero contenta quando iniziavo la mia giornata al mattino ci ritrovavamo in tante ragazze nei campi, tutte felici della giornata che si apriva, andavamo incontro al lavoro cantando con tutta la spensieratezza di quella dolce età.”

La Signora Ferro con il marito, nel giorno del suo compleanno

 

 

 

 

 

 

 

 

La storia di Domenica Calzone: 

“Mi chiamo Calzone Domenica, sono nato a Vibo Valentia . Sono le sesta di nove figli, sono stata bene in famiglia, ho la licenza magistrale, ma non ho mai lavorato fuori casa, ho dato sempre una mano in casa, mi sono divertita con le amiche, al teatro, cinema e al mare. Ho fatto sempre lunghe passeggiate, sono stata sempre bene economicamente, sono un tipo solitario, ma non troppo. Mi piace stare in tranquillità senza nessun disturbo, attualmente vivo solo di pensione minima, mi sono adattata, ma non troppo.”

La Signora Calzone nel giorno del suo compleanno

 

 

 

 

 

 

 

Dott.ssa Rossella Marcello